SI SALVI CHI PUO'
 
 
Il peggior scandalo calcistico mai accaduto al mondo
   

Mi piacerebbe non parlare più del peggior scandalo calcistico mai accaduto al mondo, ripeto il peggior scandalo calcistico mai accaduto al mondo, eppure riscontro ancora dichiarazioni fuorvianti, solo in minima parte assolvibili per tifo eccessivo. Ma spiegatemi bene: non bastano le sentenze di qualsiasi tipo emesse dai vari gradi di giustizia sportiva e penale a scavalcare una volta per tutte questo ostacolo ingombrante per tutti? Oppure dobbiamo ancora riassumere il sistema perverso di quegli anni? Organi istituzionali del calcio drogati dal meccanismo malandrino, vertici arbitrali e arbitri stessi rintracciabili con il canale riservato delle sim svizzere personali, migliaia di telefonate intercettate tra tutti gli esponenti del del teatrino ignobile in comunicazione con le stesse persone, estrazioni degli arbitri combinate sempre a favore dei soliti noti, fischietti condizionati e sotto controllo per ogni loro applicazione del regolamento non allineata alla "causa", la casta dei segnalinee gestita esternamente da altre "correnti di pensiero", squadre costruite interamente da un direttore sportivo di altra squadra e "ossequiose e riconoscenti" negli scontri diretti, presidenti di squadre appena affacciate alla Serie A che nella stessa stagione passano da vittime a carnefici, giornalisti a libro paga per negare nelle moviole italiche l'evidenza dei soprusi domenicali, presenza in pianta stabile dei vertici di una stessa squadra presso la Rai durante la Domenica Sportiva, arbitraggi "contro" pilotati, arbitraggi invece sempre a favore anch'essi pilotati, sentenze per prove TV inventate, fallacci dei soliti calciatori inspiegabilmente impuniti, espulsioni e/o ammonizioni gratuite di giocatori importanti che, guarda caso, avrebbero poi saltato la partita successiva proprio contro la stessa nota squadra, tutto lo schifo domenicale riscontrato negli arbitraggi delle partite dell'Inter e tanto altro ancora...

E poi mi vengono a parlare del "tono pseudoconfidenziale" della telefonata fatta da Bergamo a Facchetti, o della Juve che "era-comunque-la-più-forte-di-tutte" (avrei giocato sul velluto e vinto anch'io da solo se avessi avuto tutti questi aiuti) per non dimenticare poi il tormentone del passaporto di Recoba equiparabile per reato a tutta la stessa Calciopoli. A tal riguardo Recoba e Oriali hanno pagato ampiamente in sede sia sportiva che penale un'usanza scorretta comune a tante altre squadre che non hanno però subìto processi per passaporti falsi.

Vogliamo scavalcare l'ostacolo e chiudere il "teatrino" una buona volta per tutte?


 
- DELLA SERIE, COME MINIMO, NON CE LA POSSONO FARE... (16 marzo 2016)
   
Avranno pure chiesto scusa, ma i teutonici proprio non ce la possono fare! Sul proprio profilo twitter il Bayern di Monaco ha postato stamane un'immagine che rievoca pagine tragiche della storia tedesca, ma anche della nostra... Il messaggio riportava uno slogan normalissimo, anche un po' banale e scontato, "Qui è la fine" indicando l'Allianz Arena come capolinea dei sogni juventini in Champions. Ma per indirizzare i sogni bianconeri fin dentro lo stadio avrebbero potuto scegliere un'immagine meno ingannevole, che so, la prospettiva di una strada, o di una autostrada, o di una ciclabile o di un immaginario flusso e non un'icona dell'Olocausto nazista, riconosciuta in tutto il mondo, ovvero la prospettiva delle rotaie di un treno che portano all'ingresso del lager di Auschwitz. Tra slogan e relativa immagine bavarese c'è da vomitare per la tracimazione del cattivo gusto. Sono assolutamente convinto che l'abbiano fatto apposta! Il marketing imperversa in tutte le direzioni e parlare di un'immagine discutibile porta sempre a casa il risultato: risultato sul campo, del quale forse il Bayern comincia a dubitarne. Che abbia paura...?

 
- PRESIDENTE-PADRE-PADRONE (9 marzo 2016)
   

Non vivendo a Palermo, molte sfumature riguardanti la squadra rosanero ovviamente mi sfuggono. Però di fronte alla scientifica alternanza del sistema “usa e getta” di allenatori sulla panchina del Palermo credo che non esista sfumatura che tenga o chissà quale significato recondito possa celarsi dietro a scelte così insensate.
Credo ormai che l’atteggiamento del presidente sia dipendente dal delirio di onnipotenza, difetto tristemente comune nel calcio nostrano, soprattutto tra i presidenti italiani.
I presidenti entrano in primis nel mondo del calcio quasi sempre per ...continua a leggere

Link al sito: www.palermo24.net/l-opinione/presidente-padre-padrone-50574


 
- 23 gennaio 2016 - Considerazione su Vieri
   

VIERI SU ICARDI: "“Icardi si muove poco, è assente. Troppo. Deve giocare di più con la squadra e non andare subito in profondità."

MA DA QUALE PULPITO! Mi ricordo Vieri benissimo. Sul rinvio alto del proprio portiere non ne prendeva una (in quanto statico) ed era sempre anticipato dal difensore. in mezzo al campo voleva prepotentemente la palla sui piedi per tentare di girarsi (sempre allo stesso modo) e tentare di andar via (mai) al difensore. Il suo rispettabile bottino di 123 goal in 190 partite con l'Inter non ha portato nulla in quegli anni se non una Coppa Italia nella sua ultima stagione 2004-2005, e non per suoi particolari meriti (stava nascendo la nuova Inter di Mancini). Sette (dicasi sette!) anni in cui Vieri pretendeva che il gioco d'attacco dovesse passare obbligatoriamente dai suoi piedi, ne sa qualcosa Di Biagio, cazziato più volte in mezzo al campo sempre dal nostro… E poi tutto il resto che ne seguì (passaggio al Milan, Telecom, processi, risarcimenti, controrisarcimenti, ecc.)... Del resto è uscita la sua biografia e sparando cazzate, magari qualcuno gliela compra...


 
Il Titanic non affonda, ma imbarca sempre acqua...
   

Il Calcio è un esempio di Titanic in fase di perenne affondamento dopo aver colpito ripetutamente iceberg sempre più grossi. Sembra sprofondare una volta per tutte negli abissi, ma inspiegabilmente rimane a galla mantenendo la propulsione sufficientemente attiva e salvaguardando gli apparati vitali per una crociera sempre più compromessa, ma capace, talvolta, di regalare anche qualche fantastica e insperata destinazione.

Ma se il Calcio è così, è perché riflette in tutto e per tutto il nostro Paese, pieno di risorse ma inspiegabilmente in bilico tra le virtù di sempre e il degrado culturale dei nostri tempi. Forse rimanere in un continuo stato di precarietà è il nostro vero destino. Il Titanic può quindi non affondare, ma non è un bel modo per tutti di godersi la traversata...


 

 

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