- QUELL'INCREDIBILE NUMERO 14 - (24 marzo 2016)
   

Ci lascia Johan Cruyff. Per me è stato il più grande calciatore dell'epoca moderna, il padre di tutti i più grandi venuti dopo, negli ultimi cinquant'anni. Era il calciatore più moderno di tutti, e quando si affacciò alla ribalta lo fece prepotentemente con "la Novità" del calcio totale del suo Ajax, con quella fantastica maglia bianca con potente striscia rossa verticale e con quell'incredibile numero 14 sulle spalle, che sconvolgeva tutti noi, tredicenni di allora, abituati ancora alla rigida numerazione italica delle maglie dall'1 all'11. Perché moderno? Perché era in grado di coniugare una grande tecnica con una incredibile velocità di base, definita prima dallo scatto da fermo e poi dalla progressione palla al piede. Se ti prendeva il tempo, partiva e non lo prendevi più perché sapeva anche tenere fisicamente le distanze: chiedere a Lele Oriali nella finale Inter-Ajax di Coppa dei Campioni del 1972! Ambidestro, era dotato di tecnica raffinatissima che gli consentiva di impostare le azioni da mezz'ala/trequartista o di essere egli stesso il finalizzatore come centravanti di movimento. La struttura fisica da longilineo lo faceva apparire quasi mingherlino, mentre in realtà era tosto, nerboruto e forte nei duelli. Per non parlare di quella agilità mista a coordinazione che lo portò a segnare anche goal memorabili, come quello in un famoso Barcellona-Atletico Madrid del 22 dicembre 1973, quando segnò dopo essersi librato in aria con la gamba destra altissima per agganciare un impossibile pallone aereo. La sua generosità nel giocare a tutto campo lo fece poi diventare, forse inconsapevolmente, il profeta del calcio moderno con quell'Ajax stupefacente e con quella Olanda dominatrice di stile e forza negli anni '70. Recentemente molti santoni pensano di aver inventato il calcio moderno e totale, ma in realtà il vero marchio di fabbrica è registrato solo ad Amsterdam... e comunque anche in quell'Ajax, se non ci fosse stato un campione con la maglia numero 14 a cui dare il pallone nei momenti difficili della partita, sarebbe stato proibitivo vincere qualcosa. Senza i fuoriclasse non c'è modulo che tenga e non vinci nulla, e infatti fu proprio Johan a vincere tutto e per primo nella storia anche tre Palloni d'Oro, prima ancora dei vari Platini, Van Basten, Messi e Cristiano Ronaldo. Fu il più grande, secondo forse solo a Pelè, anche se Pelè apparteneva a un calcio più antico e soprattutto non aveva mai indossato quella incredibile maglia N°14...

       

 

 

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