UNA NUOVA CULTURA
 
 
In fila per sei col resto di due
   

Tutti belli ordinati da sempre come la famosa canzone dei quarantaquattro gatti. Ordinati e senza fiatare nel tentativo sempre più proibitivo di riempire gli stadi, antichi luoghi di culto pedatorio o, in alternativa sempre più massiccia, il salotto di casa propria con i vari supporti mediatici fondamentali per la visione calcistica, tessera in abbonamento, decoder, pc, Ipad, streaming...

Una vita codificata da altri (con tanto di decoder, naturalmente...) che spalmano la nostra passione sullo "spezzatino" televisivo, che ci regalano spettacoli serali allo stadio da -10 gradi di qualche sabato o domenica invernale e che consentono la proliferazione di malcostumi a tutti i livelli, in campo, sugli spalti, tra i media. E, il risvolto più grave e forse non evidente a tutti, lo spostamento della nostra attenzione dai veri problemi del Paese verso le traiettorie sognanti e ipnotiche del pallone impazzito.

Qualcuno, distaccato e di sicuro più saggio, ci domanda "Ma perché andate allo stadio, perché guardate il calcio in tv, perché date soldi a questo settore?". E davanti a queste domande inappuntabili, verrebbe giustamente voglia di chiudere per sempre con tutto e riconsegnare il problema del calcio nelle mani dei tanti "veri personaggi competenti"...

 

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